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31-07-2012 - Arte & Cultura
Pompei: “Officiamuseum”: la perla delle esposizioni dei tesori campani

La grande sfida che si è prefissa l’Amministrazione Comunale è stata vinta. Al via la realizzazione dell’imponente “Officiamuseum”. Oggi la cerimonia di posa della prima pietra del “Museo Temporaneo d’Impresa” alla presenza del  Sindaco Avv. Claudio D'Alessio, del Prof. Ing. Edoardo Cosenza, Assessore per le Opere e LL.PP della Regione Campania e del Prof. Arch. Carmine Gambardella, Preside della facoltà di Architettura della Sun, l'Ing. Giovanni Guglielmi, Provveditore per le OO.PP Campania e Molise. Pompei non sarà più solo meta di turismo archeologico e religioso, ma anche polo museale e d’impresa grazie alla realizzazione di un progetto unico nel suo genere. Il primo in Italia, finanziato con fondi regionali, pari a 2milioni di euro, e comunali, per 400mila euro, redatto in sinergia con il Ri.A.S. (Centro interdisciplinare per il controllo dell’Ambiente Costruito della Seconda Università di Napoli) e il Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche della Campania e del Molise. Ed è proprio quest’ultimo Ente, in qualità di stazione appaltante, ad aver affidato i lavori alla società “Costruzioni Vitale srl”, aggiudicataria della gara e realizzatrice del progetto esecutivo, così come previsto dal bando, che ha già ottenuto l’ok dal Comitato Tecnico. Attraverso il restyling dei locali dell’ex fonte carbonica, che alimentava le antiche terme pompeiane fino agli inizi del secolo scorso, sarà realizzato il “Museo Temporaneo di Impresa”. Vi troveranno degna ubicazione tutte le eccellenze dell’artigianato campano. Dai coralli di Torre del Greco, alle ceramiche di Vietri, Cava dei Tirreni, Cerreto Sannita, San Lorenzello e Ariano Irpino, passando per le sete di San Leucio e le tarsie lignee di Sorrento. Ed ancora la carta di Amalfi, le porcellane di Capodimonte e i gioielli di Marcianise.Vere e proprie opere d’arte, di pregiatissima e peculiarissima fattura, che potranno essere visionate da turisti, studiosi e cittadini di tutto il mondo anche grazie alla creazione di “catalogo informatizzato” delle varie realtà esaminate. Una sorta di museo d’impresa virtuale che valorizzerà ulteriormente il design campano. La scelta della città di Pompei, per questo tipo di opera, è strategica  sia per la posizione geografica che ricopre la città, sia per i flussi turistici che la città degli scavi è in grado di intercettare. Con l’Officiamuseum si è inteso creare un sistema fisico e virtuale con un terminale del sistema museale regionale, in un’area strategica per il turismo culturale, pensato per entrare simultaneamente in contatto con tradizioni artigianali specifiche di luoghi distanti tra loro e che, soprattutto, ne consenta un primo livello di conoscenza. L’intervento in questione  risponde a due principali necessità: potenziare gli interventi in corso finalizzati a cerare una stretta relazione tra Piazza Schettini, i giardini della Fonte Salutare, storicamente considerati dagli abitanti di Pompei come il luogo in cui si esprime maggiormente il senso di appartenenza alla città, e Via Sacra; realizzare il primo museo temporaneo d’impresa in affitto che, attraverso la gestione di una Fondazione (Comune di Pompei, Regione Campania, Seconda Università di Napoli e altri enti che ne vorranno fare parte) metta a disposizione delle imprese della regione che operano nel design e nelle arti applicate, a pagamento e per un tempo definito, gli spazi museali per lanciare sul mercato nuovi prodotti di design in ceramica, porcellana, tarsie lignee, cammei e coralli, gioielli, ed altro. Venendo a cadere la consueta articolazione degli spazi museali in collezioni permanenti ed esposizioni temporanee, come risulta dai tanti e prestigiosi esempi di musei contemporanei, questo museo del design e delle arti applicate è concepito come spazio della “cultura-evento”, anche perciò temporaneo, in grado di attrarre un ampio pubblico di turisti colti (quelli che, ad esempio, visitano gli scavi archeologici) e di giovani provenienti anche da altre regioni italiane.