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04-10-2015 - Cronaca
Pompei prega per le famiglie nel giorno d’apertura del Sinodo
L’Arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, presiede la Supplica della prima domenica di ottobre. Nell’omelia, riafferma con forza l’indissolubilità del matrimonio e mette in guardia dall’egoismo, «assassino dell’amore, che distrugg

Alle 12 di questa mattina, al rintocco delle campane, l’Arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, ha guidato decine di migliaia di fedeli nella recita della Supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario. Ancora una volta, Pompei ha pregato per il mondo, con il cuore rivolto alla XIV Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dedicata alla famiglia, che, contemporaneamente, Papa Francesco inaugurava in Piazza San Pietro. Lo stesso Pontefice, nell’Angelus domenicale, si è unito spiritualmente ai fedeli in Piazza Bartolo Longo: «Invochiamo la materna intercessione della Vergine Maria - ha detto il Santo Padre - unendoci spiritualmente a quanti, in questo momento, nel Santuario di Pompei recitano la Supplica alla Madonna del Rosario».

Il cardinale di Napoli, nell’omelia tenuta nel corso della celebrazione che ha preceduto la recita della preghiera più celebre composta dal Beato Bartolo Longo, ha riflettuto sul tema sinodale. «Dire un “sì” all’altare è facile - ha detto Sepe - ripeterlo per tutta la vita è più complicato e difficile. Anche l’Amore ha i suoi nemici. Il primo di questi nemici è l’egoismo, che diventa l’assassino dell’amore perché distrugge il disegno di Dio che fonda l’unità e l’indissolubilità dell’amore nel matrimonio».

Occorre riaffermare il valore sacramentale delle nozze, che rendono due persone una cosa soltanto: «Quando all’altare uno dice “sì” all’altro - ha continuato - e tutti e due dicono “sì” a Gesù Cristo, proclamano che accettano di vivere l’amore come l’ha voluto Dio, che è Amore e che è l’autore del matrimonio che, quindi, nessuna autorità civile o ecclesiastica potrà mai sciogliere». Il cardinale ha pregato la Madonna per gli sposi cristiani, ma anche per tutte le persone cui non è concessa di vivere con dignità l’esistenza: i disoccupati, gli ammalati lasciati soli, i poveri che non hanno né un vestito né un tetto né cibo. «Ascolta l’urlo di dolore di questi nostri fratelli – ha detto rivolgendosi a Maria Vergine – e non venga mai meno il senso di responsabilità di noi tutti verso di loro, consapevoli che solo la carità verso i fratelli e sorelle più poveri può contribuire alla crescita umana e spirituale delle nostre comunità». L’invito è a guardare proprio «la cittadella della carità di Pompei» perché «sull’esempio di Bartolo Longo, diventi modello di una carità veramente incarnata».

         La conferma dell’impegno della città mariana in favore degli ultimi è arrivata anche dalle parole di saluto dell’Arcivescovo Prelato di Pompei, mons. Tommaso Caputo, che ha ricordato come «Pompei, oltre ad essere un centro internazionale di spiritualità mariana, è la casa della carità. Qui il nostro Fondatore, il Beato Avvocato Bartolo Longo, volle costruire, accanto al tempio della fede, il tempio della carità, per accogliere gli ultimi e gli emarginati. Dopo 130 anni, il nostro impegno non è diminuito […]. Ringraziamo Dio per averci donato questa bellissima vocazione e continuiamo nel nostro impegno di diffondere la devozione al Santo Rosario e di aiutare i prossimi, soprattutto quelli più bisognosi».

         Le opere di carità del Santuario, infatti, continuano a servire i più bisognosi trovando la capacità, nel tempo, di adeguare le formule dell’accoglienza al mutare delle esigenze sociali. «Attualmente – ha proseguito il Presule - sono operativi due Centri Diurni per circa 200 ragazzi e ragazze dai 6 ai 18 anni; la “Casa Emanuel”, dove in questo momento sono accolte alcune donne migranti africane; il Consultorio Familiare; gli ambulatori materno e infantile per famiglie disagiate; il Centro di Aiuto alla Vita e Movimento per la Vita, una casa di riposo per anziane; la Fattoria per il recupero degli ex tossicodipendenti. Il Centro per il Bambino e la Famiglia “Giovanni Paolo II” ospita quattro Case Famiglia, con bambini, giovani donne con problemi, adolescenti, anziani, disabili. Nella Casa del Pellegrino è in funzione la Mensa quotidiana per i Poveri».

A concelebrare erano presenti l’arcivescovo mons. Luigi Travaglino, Nunzio Apostolico nel Principato di Monaco, l’arcivescovo emerito di Aversa, mons. Mario Milano, il vescovo emerito di Nocera Inferiore-Sarno, mons. Gioacchino Illiano.

Tra le autorità presenti, il sindaco di Pompei, Ferdinando Uliano, l’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Daniele Mancini, il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone.