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02-11-2015 - Arte & Cultura
INCISIONI AL FRAC DI BARONISSI

Baronissi. Il Frac ospita due rassegne similari, entrambe sotto la denominazione de “L’incisione contemporanea in Italia 1990-2010”; la prima esposizione riguarda “Le carte vesuviane. Il laboratorio/le edizioni”. Una mostra dedicata alla stamperia d’arte nonché casa editrice di Nola sorta nel 1978 ad opera degli incisori Vittorio Avella e Antonio Sgambati. Ben centoventi le stampe presenti al Frac, da visitare a partire da domani – vernissage alle 18 – fino al 6 dicembre prossimo. Orari al pubblico: lunedì-giovedì, ore 9-12.30; lunedì e giovedì anche dalle 16 alle 18.30. Venerdì e sabato: ore 10-13 e 17-22. Domenica e festivi: ore 10-13, 17-20.

La seconda rassegna inerisce la “scuola” dell’artista austriaco Peter Willburger – scomparso nella “nostra” Raito nel 1998. “Peter Willburger & i suoi amici”, è l’argomento. Si potranno osservare i lavori realizzati dal Nostro, alcuni del tutto inediti: dieci bozzetti e/o brogliacci mai visti prima. Inoltre la retrospettiva è dedicata ad autori di tutto rispetto nel panorama artistico degli anni ’90: saranno infatti esposte opere di Lorenzo Bruno, Vittorio Manno, Giulia Napoleone, Guido Strazza, Angelo Rizzelli e Vittorio Avella. Questa manifestazione avrà luogo dal 12 dicembre 2015 al 7 febbraio 2016, negli stessi orari di cui sopra.

I due happening vedranno dislocarsi le stampe e le immagini “strategicamente” nelle aree in cui è ubicato il fondo d’arte contemporanea – all’interno del convento della SS. Trinità. A partire dalla hall, “dedicata” ai contemporanei, fino alla galleria dei frati e alle cisterne. All’ingresso troneggia una lastra del maestro Pietro Lista, dalle dimensioni di 100x80.

Le “carte vesuviane” e il materiale proveniente dalla stamperia nolana sono stati ricercati e catalogati dallo storico dell’arte Massimo Bignardi, dell’università di Siena – da dodici anni alla guida del Frac. Questa mostra documenta unicamente l’attività editoriale de “Il laboratorio” (come è appunto definita la stamperia), con 70 e più “carte”, realizzate da numerosi artisti: Franco Angeli, Giuseppe Maraniello e Mimmo Palladino sono tra questi – “cartelle” tra le teche e incisioni invece affisse alle pareti. Curiosità: nell’ultima sala è stata ricostruita una vera e propria stamperia, funzionante, con lastre biffate [sic!]. Bignardi del Frac promuoverà a breve laboratori con scuole non solo baroniensi, grazie all’apporto dell’associazione “Fonderie culturali”.