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12-04-2016 - Arte & Cultura
Il tempo sottile di Gianni Nappa - Gino Ramaglia Artisti in Vetrina, Napoli - 15 / 30 aprile 2016

Da sempre sul pezzo nelle sue incessanti sperimentazioni volte a mettere in arte i processi cognitivi e scientifici, l'eclettico Gianni Nappa, futurista nell’animo, cultore del pensiero e del fare, si sveste momentaneamente dei panni di curatore per proiettare sulla gente il suo vissuto di pittore, di scenografo, di artista a tuttotondo; un excursus chiarificatore del percorso che lo ha portato a “spiegare” le opere degli altri. Una storia che non lascia spazi vuoti nelle connessioni e negli intrecci e che, nel fluire da un nodo temporale a un altro, si distingue per stratificazione e ricchezza, varietà e complessità.
Per ridurre il divario di esperienza esistente tra il fruitore e se stesso, Gianni Nappa ricorre alla forma artistica di condivisione per eccellenza: la performance, il cui tempo è sottile, ma l’unico equivalente a quello in cui un'opera da pura diventa contaminata e, quindi, attuale. Irreversibile è il processo della contaminazione, ma, proprio perché tale e alla base della trasformazione, non può che essere coltivato, approfondito, diffuso nell'uomo per il raggiungimento della bellezza oggettiva e universale.
La nostra epoca globalizzata, post-moderna, carica di differenza, inter-culturale, reclama una mentalità formativa, sociale e di cittadinanza e l’arte, grazie alle sue peculiarità, ne diviene annuncio.
Gianni Nappa, nel ri-utilizzo degli strumenti e dei linguaggi d’arte possibili che il tempo sottile comporta, si avvale della luce quale viatico dalla percezione pura a quella visiva, delineando la differenza sostanziale tra l’atto del guardare, meccanismo autonomo del cervello, e l’atto del percepire, che ne implica l’intervento attivo.
Nei lavori dell’artista i tagli praticati a mo’ di bassorilievo nei poliuretani espansi svelano la luce, dando vita alla materia, le macchie metalliche di colori primari richiamano gli episodici e talvolta improvvisi “affioramenti” della memoria, l’uso del segno, delle forme, la plastica a bolle, le diapositive elaborate a mano e tutti i materiali adoperati, sono funzionali alla costruzione di una nuova visione evocativa che, attraverso l’azione di partecipazione e condivisione con gli spettatori, genera una singolare opera percettiva. Nella conoscenza dell’arte si ravvisa il respiro della libertà cerebrale, del momento in cui il razionale cede all’emotivo, a quel pizzico di follia che fa l’uomo così differente dal percettrone, rendendolo creativo e umanamente grande.

Claudia Del Giudice

fotografia d'arte e recensioni

 

 

 

Artisti in Vetrina
Gino Ramaglia
Via Broggia, 10
80135 Napoli

Gianni Nappa 
Curatela e organizzazione eventi e convegni
Critico d’Arte
Artista Pittore
Scenografo diplomato all’Accademia di Belle Arti di Napoli
Fotografo allievo di Mimmo Jodice

“Solo il libero pensiero non muore sulle cortine del plagio del successo.”
(Gianni Nappa)