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19-05-2016 - Cronaca
A Pompei, i genitori di Chiara Luce Badano
Il 27 maggio, Maria Teresa e Ruggero Badano visiteranno la struttura di accoglienza, nata tra le opere di carità del Santuario, intitolata alla Beata. Con loro, anche gli amici d’infanzia Chicca e Franz Coriasco. Insieme offriranno una testimonianza su

Sarà raccontata dai genitori e dagli amici d’infanzia la straordinaria testimonianza di vita e di fede della Beata Chiara “Luce” Badano, la giovane focolarina morta, per un tumore osseo, a soli 19 anni.

Venerdì 27 maggio2016, Maria Teresa e Ruggero Badano, assieme a Chicca e Franz Coriasco, visiteranno la struttura di accoglienza intitolata alla Beata, sorta tra le opere di carità del Santuario fondate da Bartolo Longo, e ubicata presso il Centro per il Bambino e la Famiglia “Giovanni Paolo II”. Alle 19.00, accompagnati dai responsabili della struttura di accoglienza, i coniugi Elisa e Luigi Ferraro, i genitori di Chiara Luce si recheranno in Basilica per partecipare alla santa Messa presieduta dall’Arcivescovo di Pompei, Mons. Tommaso Caputo. Subito dopo la celebrazione, assieme a Chicca e Franz, testimonieranno la straordinaria forza e la fede della giovane che, nonostante la malattia e le atroci sofferenze, è sempre stata serena nell’accettare ciò che il Signore aveva disposto per lei.

Nata il 29 ottobre 1971 a Sassello, in provincia di Savona, Chiara manifesta fin da piccola un profondo amore per Gesù che l’accompagnerà fino alla morte prematura, avvenuta il 7 ottobre 1990, festa della Beata Vergine del Rosario, per un osteosarcoma. Chiara, di nome e di fatto, dal sorriso dolce e comunicativo, intelligente, volitiva, vivace, allegra e sportiva, viene educata dalla mamma a parlare con Gesù e a dirgli “sempre sì”. Si distingue fina da piccola per l’amore verso gli ultimi, ai quali si dedica rinunciando a momenti di svago. A 9 anni entra come Gen nel Movimento dei Focolari, facendone proprio l’ideale e coinvolgendovi i genitori. Da quel momento la sua vita sarà tutta in ascesa, nella ricerca di «mettere Dio al primo posto». Verrà soprannominata “Luce” da Chiara Lubich, fondatrice del Movimento, con la quale la Badano intesse una fitta corrispondenza epistolare fin da bambina. Prosegue gli studi fino al liceo classico e offre a Gesù ogni difficoltà e sofferenza. Ma all’improvviso, a 17 anni, sente un dolore lancinante alla spalla: è l’inizio del calvario. Esami e inutili interventi riveleranno un osteosarcoma. Appresa la diagnosi Chiara non piange, non si ribella e farà sempre la volontà di Dio. Ripeterà spesso, «se lo vuoi tu Gesù, lo voglio anche io».

È stata beatificata il 25 settembre 2010, a Roma, nel Santuario del Divino Amore con un rito presieduto dal Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Il 25 settembre 2015, a Pompei, si è inaugurata la Comunità residenziale “Chiara Luce” per bambini affetti da disabilità. La struttura è affidata alla Fondazione “Giuseppe Ferraro onlus”, nata a Maddaloni (Ce) nel 1994, su iniziativa dei coniugi Ferraro. Punto di riferimento anche per altre realtà che si occupano di minori che vivono il disagio in ogni forma, la Fondazione è nata come risposta al dolore di Elisa e Luigi per la perdita del piccolo Giuseppe di soli 3 anni.