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14-06-2016 - Arte & Cultura
Il volume “La rosa antica di Pompei” donato al Comune per arricchire il patrimonio librario della Biblioteca “Francesco Cangemi”

Il sindaco Giuseppe Balzano ha ricevuto stamane presso la sala giunta Michele Fiorenza, presidente dell’Associazione “La rosa antica di Pompei”, che ha donato alcune copie del volume “La rosa antica di Pompei”, che arricchirà il patrimonio librario della Biblioteca comunale “Francesco Cangemi” e dell’istituto superiore Cesaro Vesevus (volume ritirato dalla prof.ssa Lucia Oliva in rappresentanza del dirigente scolastico).

Il volume, scritto da Ernesto De Carolis, archeologo e direttore del Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza Pompei, Adele Lagi, archeologo e responsabile Unesco della Soprintendenza di Pompei, Gaetano Di Pasquale, ricercatore di Botanica Archeologica presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, e Carlo Avvisati, giornalista e scrittore di costumi vesuviani, è stato presentato a Boscoreale, nel suggestivo roseto di Villa Silvana, lo scorso 15 maggio, in occasione della “2^ Festa della Rosa”, alla presenza di Massimo Osanna, Soprintendente archeologico di Pompei, di  Massimo Lorito, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, e di numerose altre personalità del mondo scientifico e archeologico.

Nell’occasione, come spiega il sindaco Giuseppe Balzano, “si è ribadita la necessità di rafforzare la collaborazione tra il Comune e gli attori sociali e culturali del territorio per le azioni di conoscenza e valorizzazione dell’inestimabile patrimonio vesuviano”.

“La rosa antica di Pompei” è un progetto di ricerca condotto dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei e dalla Facoltà di Agraria della Federico II di Napoli sulla presenza e sull’utilizzo della rosa nell’antica Città di Pompei.

La ricerca è stata promossa dall’Associazione “La rosa antica di Pompei”, che ha sede a Boscoreale, ed è basata sull’analisi delle iconografie e sul patrimonio di conoscenze del laboratorio di ricerche applicate della Soprintendenza Pompei.

Il volume è un piacevole excursus della storia della rosa, della sua origine e presenza a Pompei nelle sue più svariate forme. Dalle raffigurazioni nella pittura pompeiana, laddove le pareti dipinte con piante e fiori arricchivano e abbellivano ancor più gli ambienti e ne dilatavano illusionisticamente gli spazi, ai suoi aspetti mitici; come simbolo di seduzione e di grazia, per la sua bellezza e il suo aroma, la rosa era in particolare associata alla dea Afrodite. 

Il ritrovamento di numerose ampolline contenenti profumi (Lekythos) e le svariate botteghe e laboratori di produzione di profumi di Pompei, testimonia il suo uso come pianta ornamentale o nell’alimentazione, per la salute e il benessere, ma anche un racconto sulla storia, la coltivazione e le specie diffuse in tutto il Mediterraneo, fino alle ipotesi sull’identità della rosa Pompeiana; per concludere con le tradizioni, i segreti e le magie sotto il Vesuvio, i versi e le canzoni dedicate al bel fiore.

Il risultato del lavoro, durato circa un anno, è stato pubblicato in un libro edito dalla casa editrice internazionale L’Erma di Bretschneider, specializzata nella pubblicazione di libri d’arte e cultura.

Il progetto prosegue con l’obiettivo di definire una varietà di rose come primo fiore e profumo  DOP/IGP Campano (esperimento mai realizzato in precedenza).

“Ringrazio l’associazione “La rosa antica di Pompei” per il prezioso  e interessante volume che contribuirà alla conoscenza scientifica e alla valorizzazione della nostra storia e del nostro territorio e per la sensibilità dimostrata nel volerlo mettere a disposizione dei cittadini di Boscoreale che frequentano la Biblioteca “Francesco Cangemi“ e dei ragazzi che frequentano l’istituto Cesaro Vesevus – ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Balzano -. Sono sicuro che questa collaborazione tra istituzioni culturali e scientifiche proseguirà per  sviluppare pienamente le potenzialità del nostro territorio e dare la possibilità ai giovani di utilizzare il proprio bagaglio di conoscenze e di creatività per far nascere nuove attività”.