DETTAGLIO NEWS
29-03-2017 - Cronaca
Ferrandina, venerdì 31 marzo ore 10:00, Conferenza stampa per la presentazione dell’esposto-denuncia per morti da lavoro e dell’esposto-denuncia per la mancata bonifica della ex sito industriale della Materit

~La Sardegna è stata la regione nazionale con il più alto tasso di industrializzazione in rapporto alla
popolazione, a cui è seguito un altissimo tasso di inquinamento ambientale per l’utilizzo di
sostanze pericolose e cancerogene come l’amianto.
Riteniamo che gli screening della sorveglianza devono essere idonei alla verifica delle lesioni anche
allo stato fibroso e per la diagnosi precoce del CA del polmone che è la patologia più comune tra
tutti coloro che sono stati esposti all’amianto nelle industrie (fattori multifattoriali e concause).
Molti decessi prematuri che si registrano tra i lavoratori ex esposti potrebbero essere dovuti a
diagnosi tardive ed imprecise, per questo motivo l’Associazione ritiene che la Sorveglianza Sanitaria
debba essere obbligatoria per tutti i lavoratori ex esposti e debba avere come primo obiettivo la
riduzione di mortalità e la promozione della diagnosi precoce (validi elementi di una concreta
prevenzione).
Il protocollo di sorveglianza sanitaria deve rispondere alle esigenze specifiche del territorio
regionale; è stato questo il principio che ha ispirato il protocollo sanitario in Basilicata, dove erano
presenti realtà industriali simili ed in certi casi gemelle a quelle sarde (impianti comparto fibre ex
ANIC/EniChem Ottana –NU e Pisticci Scalo –MT).
La Regione Basilicata ha recepito e attua le direttive legislative nazionali e internazionali in termini
riguardanti la sorveglianza sanitaria dei soggetti ex esposti ad amianto e a rischio di patologia
amianto-correlata.
Nell’ospedale di Matera, la medicina del lavoro coordina la sorveglianza sanitaria di oltre 2.300
lavoratori su un totale stimato di 7.000 ex esposti nei siti industriali del Basso Basento e colline
materane; seguendo le linee guida del protocollo micronoduli, su una coorte di oltre 2.300 ex
esposti sono state effettuate 7.500 visite, che hanno permesso di individuare circa il 20 % di
ii
patologie oncologiche e non; a tal riguardo è dato sapere che ad oggi sono state emesse oltre 450
richieste di malattie professionali.
Si stima che in fase precoce siano stati riscontrati circa 40 CA polmonari, di questi, circa 37 vivono
in buone condizioni di salute senza essere stati sottoposti a terapia oncologica.
La sorveglianza sanitaria ha avuto procedura attiva solo per i 550 lavoratori riconosciuti ex esposti
dall’Inail in fase amministrativa; l’associazione AIEA VBA è stata il veicolo principale per le richieste
di sorveglianza sanitaria passiva per la maggior parte degli altri 1.750 ex esposti che costituiscono
la coorte di lavoratori dell’ospedale di Matera.
La diagnosi precoce del Ca polmonare, viene effettuata, con l’applicazione di uno screening TC a
bassa dose che permette di ridurre le radiazioni da 13,12 fino a 0,78 mSv (millisievert), dose poco
sovrapponibile a quella della radiologia tradizionale, mantenendo una elevata sensibilità che
permette la rilevazione del nodulo e permette di fare diagnosi precoce in patologie oncologiche
dove la sopravvivenza potrebbe essere determinata in base alla tempestività della diagnosi.
Ad integrazione dei suddetti dati, e, per avere un quadro più chiaro delle conseguenze dovute alle
esposizione lavorativa a sostanze pericolose e cancerogene, di seguito si riporta una sintesi
provvisoria della banca dati delle patologie oncologiche e non redatta da AIEA VBA.
Dati che sono stati forniti ai due medici competenti incaricati nel 2016 dalla Procura di Matera di
verificare la sussistenza del nesso causale lavorativo per le patologie oncologiche quali il
"Mesotelioma". Questi dati sono stati successivamente trasmessi, anche, alla Commissione
Parlamentare Infortuni, presieduta dalla sen. Camilla Fabbri ed all’attenzione del procuratore
Bruno Giordano, componente della stessa commissione.
Complessivamente la suddetta banca dati provvisoria, aggiornata a 28 febbraio 2017, riporta N.
536 casi di patologie oncologiche e non, tra cui n. 215 casi di morti premature.

~Nel dettaglio le patologie nosologicamente definite:
N. 9 casi Mesotelioma (ex EniChem), deceduti nr. 6
N. 54 casi CA/K polmonare (ex ANIC/EniChem), deceduti nr. 40
N. 11 casi CA/K polmone (altre ditte), deceduti nr. 9
N. 11 casi Asbestosi (ex ANIC/EniChem), deceduti 3
N. 12 casi Asbestosi (altre ditte), deceduti nr. 1
N. 64 casi Placche pleuriche (ex ANIC/EniChem), deceduti nr. 2
N. 39 casi Placche pleuriche (altre ditte), deceduti nr. 1
N. 13 casi Fibrosi polmonari (ex ANIC/EniChem), deceduti nr. 3
N. 5 casi Fibrosi polmonari (altre ditte), deceduti nr. 1
iii
N. 26 casi app. urogenitale (exANIC/EniChem), deceduti nr. 8
N. 4 casi app. urogenitale (altre ditte), deceduti nr. 0
N. 28 casi CA/K gastrointestinale (ex ANIC/ Enichem), deceduti nr. 13
N. 5 casi CA/K gastrointestinale (altre ditte), deceduti nr. 3
N. 9 casi Leucemia (ex ANIC/EniChem), deceduti nr. 5
N. 2 casi Leucemia (altre ditte), deceduti nr. 0
N. 9 casi morbo di Parkinson (ANIC/EniChem), dceduti nr. 3
N. 7 casi CA testa Pancreas (ANIC/EniChem), deceduti 6
N. 2 casi CA testa Pancreas (altre ditte), dceduti nr. 2
N. 5 casi patologie cerebrali e mieloma (ANIC/EniChem), dceduti nr. 4
N. 3 casi patologie cerebrali e mieloma (altre ditte) deceduti nr. 2
Dalla banca dati AIEA VBA emerge che le patologie oncologiche quali: leucemie, patologie cerebrali
e morbi di Parkinson, hanno interessato lavoratori ex ANIC/EniChem le cui mansioni comportavano
sia l’esposizione a sostanze chimiche pericolose (acrilonitrile, amianto, trielina ed altre) che a
probabile esposizione a campi elettromagnetici (elettricisti, elettro-strumentisti, quadristi elettrici,
addetti ai compressori, saldatori). A tal riguardo sono in corso valutazioni tecniche e medico –
legali.
Ci auguriamo che “il Governo della Regione Basilicata approvi e deliberi il finanziamento del
progetto della Fondazione Basilicata Ricerca Biomedica per gli anni 2017, 2018 e 2019 al fine di
rendere più incisiva la sorveglianza sanitaria nei soggetti ex esposti ad amianto (eliminazione dei
falsi negativi) e allo scopo di contribuire scientificamente alla ricerca di marcatori molecolari per
facilitare la diagnosi precoce di lesioni asbesto correlate e non.
La Fondazione Basilicata Ricerca Biomedica prevede opportune collaborazioni con le Aziende
Sanitarie di Matera e Potenza, con enti nazionali e sovranazionali (istituzionalmente riconosciuti),
che operano in questo ambito, al fine di perseguire la più ampia ed efficace azione nella screening
della sorveglianza sanitaria.
Conclusione
Chi ha permesso l’utilizzo spregiudicato e lucrativo dell’amianto, è responsabile di una vera
tragedia sociale.
L’Associazione, con la sua azione continua e capillare, ma soprattutto instancabile, promuove
convegni ed incontri per rendere consapevoli i cittadini delle conseguenze all’esposizione a
sostanze pericolose e cancerogene come l’amianto; sta frantumando anche in Sardegna il muro di
iv
silenzio che negli anni ha favorito la crescita di una immane ingiustizia sociale, unica in Italia per le
sue dimensioni.
E’ una grande battaglia di civiltà per dare DIGNITA’ e RISPETTO ai lavoratori, alle vittime ed ai loro
familiari che sono rimasti senza volto.
NON POSSIAMO CAMBIARE CIO’ CHE E’ STATO.
MA SE, CON IL NOSTRO OPERATO, RIUSCIREMO A SALVARE ANCHE UNA SOLA PERSONA, DAREMO
UN SENSO ALLE NOSTRE VITTIME.
Ci auguriamo che il crescendo impegno profuso da AIEA Sardegna, da ANMIL, dalla CGIL -provincia
NU permetta di rimuovere gli ostacoli istituzionali che impediscono il raggiungimento delle finalità
di questa grande battaglia di civiltà.
Pertanto si renderebbe opportuno che anche i Sindacati Confederali prendano una posizione attiva
sulla vertenza, perché deve esistere una GIUSTIZIA anche per i lavoratori ex esposti della Sardegna,
finora dimenticati.
Mario Murgia
Vice pres. Nazionale AIEA