DETTAGLIO NEWS
18-04-2017 - Cronaca
Il 22 aprile, duecento detenuti si ritroveranno a Pompei per la II Giornata Regionale della Misericordia
Provenienti dai diversi istituti penitenziari della Campania, pregheranno insieme, ai piedi della Vergine, guidati da monsignor Pasquale Cascio

~~Saranno duecento i detenuti che, sabato 22 aprile, parteciperanno, nella città mariana, alla II Giornata Regionale della Misericordia degli Istituti Penitenziari della Campania. Ad ospitare l’incontro sarà nuovamente il Santuario di Pompei, già méta, lo scorso anno, del Giubileo delle Carceri.
Provenienti dai diversi istituti di pena campani, i detenuti si ritroveranno, dunque, nella Basilica fondata dal Beato Bartolo Longo che fece della sua vita una missione a favore dei bambini poveri, soli, orfani o abbandonati, ma, in particolare, a favore dei figli e delle figlie dei carcerati del suo tempo, per i quali fondò istituti e orfanotrofi che offrissero loro accoglienza e l’amore che la società del tempo negò loro, solo perché figli di delinquenti e, dunque, a loro volta destinati a compiere illeciti.
La preghiera, il silenzio, il confronto arricchito anche da alcune testimonianze, animeranno il pellegrinaggio, organizzato dal Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Centro di Giustizia Minorile di Napoli e dai Cappellani regionali delle Carceri e divenuto un appuntamento annuale grazie alla Conferenza Episcopale Campana e alla Pastorale Carceraria della Chiesa di Napoli.
I detenuti si ritroveranno alle 9.00 nel Piazzale “San Giovanni XXIII” del Santuario, per dirigersi, poi, in corteo verso la Basilica. Alle 10.00, prima del momento di preghiera, i pellegrini ascolteranno le testimonianze di tre detenuti, rispettivamente di un carcere maschile, femminile e minorile. Poi, la santa Messa celebrata per loro da monsignor Pasquale Cascio, Arcivescovo della Diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia e Delegato della Conferenza Episcopale Campana per le Carceri.
L’incontro esprime il desiderio di essere vicino a chi soffre e trova conforto nella preghiera. È inoltre occasione per far conoscere il cammino che molti detenuti hanno deciso di compiere, all’interno del proprio istituto penitenziario, alla luce delle riflessioni sulla Misericordia dell’Anno Santo voluto da Papa Francesco.