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20-04-2017 - Cronaca
AIEA VBA, richiesta incontro per problematiche ambientali e di salute pubblica nell’area industriale ex Materit.

~~Le risultanze dell’indagine ambientale INAIL presso il sito ex Materit svolta nei giorni 3 e 4 novembre 2016 dall’equipe guidata dalla dott.ssa Federica Paglietti del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti Prodotti e Insediamenti Antropici su mandato della Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sono raccapriccianti ed evidenziano una grande pericolosità per la salute in quanto nell’area del sito industriale e nei dintorni è presente una enorme quantità di amianto allo stato friabile (molto volatile) e manufatti di cemento amianto deteriorato.
Come previsto dall’art. 5, comma 3, lettera a) del nuovo Statuto della regione Basilicata, approvato con legge statutaria n.1 del 17/11/2016 l’importanza di “assicurare il diritto alla salute” risulta essere prioritaria.
Purtroppo tale priorità rappresenta dei limiti nella prevenzione primaria perché, a tutt’oggi, il sito SIN ex Materit non è stato bonificato.
Da anni, in Val Basento, si riscontra un’alta incidenza di patologie asbesto-correlate e decessi; tutti sanno che i tempi di latenza di dette patologie variano dai 15 ai 40 anni ed oltre e che il picco è previsto dal 2020 al 2030.
Le patologie asbesto correlate potrebbero aver interessato non solo gli ex dipendenti della Materit ma anche altri soggetti, che hanno operato nel sito come collaboratori occasionali. Altrettanto importanti sono i familiari degli ex dipendenti a partire dalle madri, dalle mogli, che si occupavano del lavaggi degli indumenti di lavoro, questi rientrano tra i casi di esposizione indiretta.
“Assicurare il diritto alla salute” significa anche adoperarsi per la prevenzione e suggerisce l’opportunità inderogabile di estendere la sorveglianza sanitaria ai familiari degli ex lavoratori dipendenti della ex Materit, a tutti coloro che vivono e lavorano nei pressi e all’interno dell’area SIN, e agli attuali dipendenti delle industrie limitrofe, che certamente in questi anni, hanno subito una significativa esposizione indiretta all’amianto.
Nell’ospedale di Matera, le U.O. di medicina del lavoro, pneumologia e radiologia eseguono la sorveglianza sanitaria ad una coorte di circa 2.300 lavoratori su un totale stimato di 7.000 ex esposti nei siti industriali del Basso Basento e colline materane. E’ oggi la coorte di lavoratori più numerosa d’Italia che viene seguita dall’equipe ospedaliera (medicina del lavoro, pneumologia, radiologia) e gestita con le linee guida del protocollo micronoduli, in essere dal 2006, con la finalità della diagnosi precoce del Ca del polmone, dove la tempestività della diagnosi permette sopravvivenza.
AIEA VBA ha una banca dati delle patologie emerse tra i lavoratori della Val Basento e al 28 febbraio 2017 riporta n. 536 casi di patologie oncologiche e non, di cui n. 215 casi di morti premature riscontrati soprattutto tra i lavoratori ex ANIC/EniChem di Pisticci Scalo.
Dalla banca dati AIEA VBA emergono non solo le patologie asbesto correlate quali: mesotelioma pleurico, C.A. polmonare, C.A. laringeo, asbestosi, fibrosi polmonari, placche pleuriche, …, che vengono riconosciute come malattie professionali dall’INAIL, ma anche molte altre patologie quali: C.A./K apparato urogenitale (rene e vescica), C.A./K gastrointestinale (colon retto, stomaco), C.A./K testa del pancreas, BPCO, leucemie, patologie cerebrali e morbo di Parkinson.
L’Associazione nel mese di giugno/2016, su richiesta dei medici competenti incaricati dalla Procura della Repubblica di Matera di verificare la sussistenza del nesso causale lavorativo per le patologie oncologiche quali il "Mesotelioma", ha consegnato, oltre alla documentazione relativa ai casi di mesotelioma, anche le registrazioni della intera banca dati AIEA VBA.
Gli stessi dati sono stati trasmessi anche alla Commissione Parlamentare Infortuni, presieduta dalla sen. Camilla Fabbri ed all’attenzione del procuratore Bruno Giordano, componente della stessa commissione.