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21-12-2017 - Cronaca
La lettera del Sindaco di Pompei Pietro Amitrano ai Consiglieri Comunali in relazione alla firma del Protocollo sull’Accoglienza firmato lunedì a Napoli alla presenza del Ministro Minniti

~~La legge 13 aprile 2017, n.46, recante disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale, prevede la partecipazione dei richiedenti protezione internazionale ad attività di utilità sociale in favore delle collettività locali, su base volontaria, attraverso la stipula di appositi protocolli di intesa, che tengano anche conto delle peculiarità del territorio regionale.

Lunedì mattina, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, a Napoli, 265 sindaci hanno firmato un protocollo d’intesa per “Il miglioramento dell’accoglienza dei migranti richiedenti asilo”.

Il protocollo promuove nella regione il modello dell’accoglienza diffusa, in attuazione del Piano ANCI-Ministero Interno, trasformando l’accoglienza straordinaria in accoglienza ordinaria secondo il modello SPRAR (Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), superando quindi la logica delle grandi aggregazioni, che – anche se gestite al meglio – non producono integrazione e possono provocare conflittualità e problemi con il territorio.

L’obiettivo è quello di realizzare un sistema ispirato a proporzionalità e sostenibilità, in cui i Sindaci diventano protagonisti della programmazione dell’accoglienza, a vantaggio anche della sicurezza e della vivibilità dei territori.
Tra i 265 sindaci che hanno firmato il protocollo d’intesa lunedì mattina, c’ero anche io.
Per due motivi.
Prima di tutto perché nel protocollo si dice a chiare lettere  che , la Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia e la Direzione della Reggia di Caserta intendono avviare progetti sperimentali rivolti ai cittadini stranieri richiedenti asilo che, in base ad un’adesione volontaria e gratuita, potranno svolgere attività di utilità sociale presso i predetti siti archeologici e monumentali, favorendo migliori condizioni di integrazione sociale;
E in secondo luogo perché tra quelle 265 città che hanno aderito alla proposta di Minniti e del sindaco della Città Metropolitana di Napoli Luigi De Magistris c’era una sola città che più di ogni altra aveva il DOVERE MORALE, ETICO, RELIGIOSO E POLITICO di firmare quel documento. E quella città è POMPEI.
La Città di Bartolo Longo, la città dell’accoglienza, la città che ha fatto dell’integrazione la sua bandiera e la sua prerogativa.

Centocinquanta anni fa, un signore cui il Papa ha riconosciuto il titolo di Beato e sul quale è in corso un processo di canonizzazione che lo porterà a diventare SANTO, portò a Pompei centinaia di ragazzi appartenenti a famiglie disagiate. Con genitori in carcere per reati gravissimi.
Siamo stati la prima città ad ospitare i figli dei carcerati. A dargli un’istruzione, e poi un lavoro.
Senza stare troppo a pensare che magari quell’istruzione e quel lavoro avrebbe tolto possibilità ai nostri figli.
Da quel momento, dopo la grande opera di Bartolo Longo, Pompei è stata e SARA’ SEMPRE la città dell’accoglienza per Eccellenza.

Possiamo essere qualsiasi cosa. Uomini di sinistra o di destra. Laici o cattolici, ma in questa città c’è un presupposto INDEROGABILE, IMPRESCINDIBILE, INDISCUTIBILE. Noi siamo quello che la storia ha deciso che dovessimo essere: uomini e donne capaci di accogliere chi soffre come fratelli. Alla nostra stessa tavola, senza distinzioni e senza paletti.
Ho firmato per questo motivo. E per questo motivo non ho ritenuto nemmeno che questa cosa andasse discussa. Se l’avessimo fatto avremmo tradito prima ancora di cominciare la nostra identità e il nostro orgoglio di essere uomini di fede e di carità, di accoglienza e di tolleranza.

Mi vergogno per quello che in queste ore nostri concittadini stanno scrivendo sui Social.

Io non sono e non sarò mai il sindaco di questi razzisti, che pur di alzare il livello di tensione scelgono le stesse parole di Salvini, della Lega Nord, rinnegando le loro origini e la loro storia.
Io prendo le distanze da questa gente intollerante e senza cuore, incattivita e ingiusta, e non permetterò che Pompei dimentichi le sue prerogative. Il suo punto di partenza.

Io sono il sindaco della Città dell’Accoglienza e non farò un solo passo indietro in questo senso.
Il razzismo non entrerà nella città di Bartolo Longo fino a che a guidare questa città ci sarò io.
Grazie.