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16-10-2018 - Archeologia
PA-POMPEI: Il Ministro Bonisoli - Oggi siamo qui al Parco Archeologico di Pompei per presentare una scoperta straordinaria avvenuta nell’ambito dei nuovi cantieri di scavo: un’iscrizione che cita la data del 17 ottobre del 79 d.C. .

Due dimore di pregio con preziose decorazioni vengono alla luce e ridefiniscono lo spazio urbano nella Regio V di Pompei, grazie agli interventi di manutenzione e messa in sicurezza dei fronti di scavo previsti dal Grande Progetto Pompei. Riaffiorano integre dai lapilli, con diverse suppellettili, la Casa con giardino, con il bel portico affrescato e gli ambienti decorati da vivaci megalografie, e la Casa di Giove, con le pitture in I stile e gli eccezionali mosaici pavimentali dalle raffigurazioni senza precedenti. Iscrizioni e ulteriori resti delle vittime aggiungono, inoltre, dettagli alla storia dell’eruzione e della città antica. Un’iscrizione a carboncino, in particolare, traccia tangibile di un momento di vita quotidiana, supporta la teoria che la data dell’eruzione fosse a ottobre e non ad agosto. La scritta è, infatti, datata al sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, corrispondente al 17 ottobre. L’iscrizione appare in un ambiente della casa in corso di ristrutturazione, a differenza del resto della stanze già completamente rinnovate; si dovevano essere, pertanto, lavori in corso nell’anno dell’eruzione. Inoltre, trattandosi di carboncino, fragile e evanescente, che non avrebbe potuto resistere a lungo nel tempo, è più che probabile che si tratti dell’ottobre del 79 d.C., una settimana prima della grande catastrofe che sarebbe, secondo questa ipotesi, avvenuta il 24 ottobre. Il grande intervento che sta interessando gli oltre 3km di fronti che costeggiano i 22 ettari di area non scavata ha lo scopo di riprofilare i fronti, rimodulandone la pendenza e mettendoli in sicurezza, al fine di evitare la minacciosa pressione dei terreni sulle strutture già in luce. Nell’area del cosiddetto “cuneo”; in particolare, si è reso necessario, al fine di proteggere gli edifici emersi già nell’800, procedere a un vero e proprio scavo di oltre 1000m2 che consentisse di arretrare il fronte e garantisse la sicurezza delle strutture in luce.

“Oggi siamo qui al Parco Archeologico di Pompei – dichiara il Ministro Bonisoli - per presentare una scoperta straordinaria avvenuta nell’ambito dei nuovi cantieri di scavo: un’iscrizione che cita la data del 17 ottobre del 79 d.C., a supporto di quelle teorie che sostengono che l’eruzione del Vesuvio possa essere successiva al 24 agosto. Ma quello che mi preme sottolineare, oltre l’eccezionale valore scientifico e storico-artistico dei ritrovamenti, è ciò che i nuovi scavi rappresentano, ossia l’eccezionale competenza del nostro Paese. Essa nasce dall’impegno costante delle strutture statali - del MiBAC- nella ricerca così come nella tutela, dal lavoro d’equipe interdisciplinare e di alta specializzazione che viene portato avanti con la collaborazione delle Università italiane e internazionali, dall’utilizzo di tecnologie estremamente avanzate. Tutto questo crea un modello virtuoso che può e deve essere esportato in altre realtà analoghe e soprattutto nei siti considerati minori solo perché ancora non hanno flussi turistici rilevanti.”

“Questo grande intervento di stabilizzazione dei fronti, fondamentale per la salvaguardia del sito – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna - ci ha anche consentito di rivivere l’ emozione di nuove interessanti scoperte, grazie a scavi oggi condotti secondo le metodologie più all’avanguardia, utilizzando tecnologie moderne e con una squadra multidisciplinare di professionisti in confronto continuo. Ci sta permettendo, inoltre, di osservare e documentare con grande dettaglio gli scavi condotti nel passato, grazie alle numerose tracce di cunicoli di epoca borbonica che stiamo rilevando e che raccontano la storia di un’epoca di scavo, completamente differente dalla nostra nell’approccio metodologico e nelle finalità stesse ”

“L’intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo e mitigazione del rischio idrogeologico delle Regiones I III IX IV V del sito archeologico (GPPM) è uno degli ultimi quattro cantieri in corso nell’ambito del Grande Progetto Pompei.: Bandito ad agosto 2015 e aggiudicato nel maggio 2016, è stato interamente finanziato con fondi del Programma Operativo Nazionale "Cultura e Sviluppo" 2014-2020.

Si tratta - dichiara il Direttore Generale di Progetto Gen. B. CC Mauro Cipolletta -di uno degli interventi finanziariamente più rilevanti del Piano delle Opere, sul quale si sta concentrando, anche in seno allo steering committee, l'attività di monitoraggio per vigilare sul rispetto del cronoprogramma.

Nonostante la sua complessa articolazione, la Direzione Generale di progetto, in sinergia con il Parco Archeologico di Pompei, sta assicurando il pieno rispetto del Protocollo di Legalità mediante il controllo degli accessi al cantiere e dei pagamenti, nonché con il costante monitoraggio dei flussi finanziari. Il rispetto delle procedure e dei vincoli imposti dal Protocollo stanno garantendo la trasparenza nell'esecuzione delle opere, senza ostacolare l'avanzamento dei lavori.”