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17-10-2018 - Speciale
In tremila per Alberto Angela da oggi cittadino onorario di Pompei

Pompei. Tremila persone abbracciano Alberto Angela cittadino onorario della città degli scavi e del santuario.

E’ stata una grande festa della gente, dei giovani, di Pompei Moderna, che ha voluto fortemente questo riconoscimento ad un giornalista e divulgatore scientifico che più di ogni altro ha saputo raccontare Pompei al mondo.

La cerimonia si è tenuta nella grande piazza Bartolo Longo. Alle spalle il monumento che ‘ferma’ i novant’anni della fondazione della città. Il palco, progettato dall’architetto Alfonzo Berritto, ha fatto da cornice al cuore pulsante di Pompei e al suo Santuario.

A fare gli onori di casa l’archeologo Antonio De Simone. A salutare Alberto Angela nuovo cittadino di Pompei, il presidente del consiglio comunale Franco Gallo, l’assessore Raffaella Di Martino, il sindaco Pietro Amitrano e il vescovo di Pompei Tommaso Caputo.

In prima fila anche il generale Mauro Cipolletta nuovo direttore generale del Grande Progetto Pompei.

Ecco il benvenuto del sindaco Pietro Amitrano ad Alberto Angela:

 

“C’è una cosa, che più di ogni altra, mi ha sempre colpito guardando i reportage di Alberto Angela: i suoi occhi. La capacità con la quale, in questi anni, è stato capace di guardare dove altri avevano solamente visto.

Gli occhi di Alberto Angela, da oggi nuovo cittadino di Pompei, sono gli occhi dei grandi viaggiatori del Grand Tour. Il modo con il quale Angela poggia il suo sguardo sulla bellezza del nostro passato è lo stesso di Montesquieu, di Goethe, di Stendhal, di Dickens.

Uguale è la passione e la curiosità che muove quegli occhi, stesso è lo stupore con il quale si percepiscono le cose.

E questa capacità di bloccare le immagini, di fermare i dettagli come solo un grande giornalista sa fare, è la chiave del successo. Perché arriva agli spettatori, ai lettori, agli ascoltatori, in maniera coinvolgente, in alcuni casi, addirittura violenta.

Gli occhi di Angela diventano i nostri occhi, e Pompei, l’immensa, incommensurabile bellezza di una storia riemersa dalla cenere, diventa un infinito, meraviglioso racconto.

Grazie. Grazie di cuore. Perché, in qualche modo, lei ci ha insegnato a guardare nel modo giusto anche il nostro passato. Lei ha insegnato ai nostri ragazzi ad essere curiosi. A non fermarsi alla superficie delle cose. A scavare. Come hanno fatto, oltre un secolo fa, coloro che hanno riportato Pompei alla luce.

Perché solo chi sa guardare riuscirà a cogliere la bellezza che ha intorno. E ad amarla, ad apprezzarla, quindi a proteggerla e a tramandarla.

Ecco perché ho voluto fortemente che lei potesse diventare cittadino onorario di questa città: perché la sua lezione servirà alle generazioni del futuro a difendere la nostra storia e la nostra identità.

 

Benvenuto nella nostra comunità, Alberto”.