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23-01-2013 - Arte & Cultura
Parole di elogio di Umberto Cecchi per il libro "Il Cammino e il Pellegrino" di Gladis Alicia Pereyra

PRATO - E’ stato presentato nella sala "Montalvo Casini" del ridotto del Teatro Metastasio, il libro, Il cammino e il pellegrino. della scrittrice italo-argentina Gladis Alicia Pereyra, un romanzo storico ambientato nella Firenze del Duecento sconvolta dalle lotte intestine fra Guelfi e Ghibellini. Il libro, che è stato presento dal giornalista scrittore Umberto Cecchi, presidente del teatro Metastasio, racconta la storia di due ricche famiglie, una di nobili origini, l’altra appartenente alla congrega dell’Arte della lana, che traversano, portandosi dietro non poche ferite, questa parentesi della storia fiorentina, al centro della quale non manca l’episodio di grossa presa sociale e politica, caratterizzato dalla istituzione degli ‘Ordinamenti di giustizia’ di Giano della Bella.

Al centro del racconto quattro adolescenti che cresceranno portandosi addosso ognuno ferite profonde: dalle crisi religione della giovane e isterica Fiammetta, che finisce per sacrificare oltre alla sua, anche la vita di molti che le sono vicini, al dolore di Guido, che vivrà amando Fiammetta ormai dedita a Dio, e risolverà lontano da Firenze le sue pene; dalla mancata unione fra Lapo e Agnola, che si concluderà con uno stupro e porterà alla nascita di un bambino che sarà fra i pochi risparmiati dalle faide fiorentine che pure in una città di grande civiltà, non risparmiarono neppure i neonati.

Una storia ben scritta, l’ha definita Cecchi, tenuta viva da una serie di accadimenti, e da una ottima documentazione dei fatti e della geografia urbana della Firenze dei Cerchi e dei Donati, acerrimi nemici in lizza fra loro per conquistare la potestà sulla città. La speranza è rappresentata dal bambino concepito con uno stupro che alla fine fuggirà da Firenze con il padre alla ricerca di una salvezza non solo del corpo ma anche dell’anima e dell’intelletto. Forse sulla via di Parigi, dove lo ‘zio’ Guido si era già trasferito da tempo.

Interessanti i passaggi dedicati dall’autrice alle estasi di Fiammetta, veri e propri isterismi che tuttavia provocano inquietanti interrogativi in lei nei genitori e negli amici: sarà davvero Dio, che la chiama, o il Maligno che ricore a tutto pur di strappare un’anima in più? Ma Fiammetta, curiosa, intelligente, molto più colta di quanto non potessero essere le donne del tempo, saprà distinguere, non senza sacrificare la sua esistenza. E a salvarla sarà la poesia. Il libro di 395 pagine, è edito da Manni.